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sabato 17 maggio 2008

Parco Pubblico Urbano e Giardino Botanico di Cittanova

Ai sensi della LEGGE REGIONALE 14 Luglio 2003, n°10

Sempre più frequentemente la pianificazione del territorio e, più in generale, i processi decisionali, si avvalgono di approcci partecipativi che cercano nel coinvolgimento diretto delle comunità una più ampia condivisione delle scelte da operare.
Fra le pratiche partecipative, più diffuse vi sono quelle promosse da organismi istituzionali all’interno dei processi di pianificazione, solitamente affidati alla redazione di strumenti urbanistici consolidati; i meno diffusi sono, al contrario, almeno nel meridione del Paese, i processi di pianificazione dal basso, promossi e condotti più o meno direttamente dalle comunità sino a compimento dell’intero percorso decisionale.

Il caso che proponiamo è un’esperienza progettuale promossa dal basso, relativamente ad un intervento che possa portare alle valorizzazione di un Bene Culturale di indicibile valore per la comunità di Cittanova (RC), la Villa Comunale.
La Villa comunale, dedicata a Carlo Ruggiero, già sindaco di Cittanova (RC) nel 1880, pianificatore lungimirante, viene anche definita orto botanico; è stata il fiore all’occhiello della nostra cittadina per moltissimi anni e oggi necessita di un piano di recupero e rivalutazione, progetto da intendersi come processo organico di interventi, con azioni materiali ed immateriali che la riportino agli antichi splendori e coacervo di opportunità sviluppo culturale e socio-economico per il nostro territorio.

L’esperienza progettuale in fieri vorrebbe divenire un esempio operativo circa la soluzione di questioni del tipo:

- la condivisione della conoscenza tra esperti e comunità, nonché tra gli esperti stessi;
- l’efficacia dell’azione volontaria.

Siffatta proposta progettuale, altresì, rappresenterebbe un interesse comune  in seno alla comunità cittanovese, chiamata a dare il proprio libero contributo per il conseguimento di un beneficio comune.

Altro precipuo scopo, è l'elevazione del livello culturale delle politiche locali : promuovendo il dibattito pubblico, attraverso l’azione collaborativa eludendo possibili conflitti tra i privati e le istituzioni, dunque una partecipazione civica alle attività dell’Amministrazione.
Tali processi sono realmente efficaci quando l’intera comunità si sente coinvolta nell’arena decisionale, credendo fermamente nell’azione intrapresa.
 
Gli attori locali chiamati in causa saranno numerosi:
  • cittadinanza;
  • rappresentanti di comitati cittadini;
  • imprenditori direttamente e indirettamente interessati;
  • ricercatori ed esperti in vari campi delle scienze ambientali;
  • attori istituzionali.
Le iniziative in cantiere nel breve, nel medio e nel lungo periodo, chiameranno a lavorare in sinergia diversi attori istituzionali, capaci di operare in differenti luoghi di lavoro:
  • sedi scolastiche,
  • laboratori di progettazione organizzate con le facoltà di Architettura e di Agraria;
  • forum e luoghi di incontro con la comunità;
  • iniziative di vario genere nello stesso luogo oggetto di studio.
Il lavoro dovrà essere  sufficientemente suddiviso per competenze in uno scenario socialmente diversificato; molti cittadini, attraverso il Comitato, saranno i protagonisti principali del processo.

La priorità è quella di ovviare al peggioramento dello status quo perseguendo l’obiettivo di:

  • istituire un’area protetta in grado di lanciare l’idea di un progetto di parco urbano preservando l’equilibrio naturale dell’area e nel, contempo, innescando attorno ad essa un circuito culturale e un interesse  socio-economico.
L’ impianto di un’area protetta regionale, che introduca un livello di tutela ‘superiore’ a quello attuale in grado di trasformare l’attuale vincolo passivo in vincolo attivo, è volto a perseguire  obiettivi specifici capaci di:

  1. evitare l’incremento dei danni ambientali tutelando e valorizzando il Bene Culturale;
  2. migliorare le prospettive future, intraprendendo azioni di coinvolgimento della comunità al fine di promuovere una coscienza ambientale, proteggendo l’area come il cuore di un complesso sistema socio ambientale nonché incentivando l’educazione ambientale.
All’indomani dell’istituzione dell’area protetta, si definiranno strategie di concertazione per la partecipazione ai bandi Por della Regione Calabria che permetteranno di rapportarci  con gli orientamenti delle politiche nazionali ed europee di sviluppo sostenibile, tenendo conto delle specifiche problematiche locali.

L'accesso al ‘sistema delle aree protette regionali’, in un’ottica di integrazione con altri sistemi come la Rete Ecologica Nazionale, la rete europea Natura 2000, ed il collegamento con i progetti Ape (Appennino parco d’Europa), è finalizzata a cogliere tutte le opportunità finanziarie disponibili ai differenti livelli istituzionali.

Il comitato promotore
“Fondazione Carlo Ruggiero”
 
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