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| venerd́ 30 maggio 2008 | |
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Dopo il nostro Incontro con le Scuole di ieri, un'intera pagina è stata dedicata all'evento da Calabria Ora: Visualizza la pagina di Calabria Ora (.pdf) Clicca su leggi tutto per leggere gli articoli in formato testuale. La proposta. Cittanova, parco urbano per valorizzare la villa.La fondazione Ruggiero ha illustrato il suo progetto.Il comitato promotore della Fondazione “Carlo Ruggiero” ha incontrato i giovani studenti di alcune classi della scuola media statale “Luigi Chitti” e di alcune classi dei licei cittadini, ospiti di un convegno dal titolo “Parco pubblico urbano e Giardino botanico di Cittanova”. L’iniziativa rientra nel progetto di sensibilizzazione del comitato, che si sta applicando per far rientrare fra i parchi urbani protetti la villa cittadina, da più di un secolo motivo di orgoglio e importante attrattiva turistica. L’architetto Arturo Tucci, uno dei rappresentanti del comitato, ha moderato l’incontro e ha introdotto i lavori concentrandosi sulla necessità «di comunicare l’importanza che tale iniziativa può avere per l’intero paese, ed è perciò determinante informare tutti gli attori locali, i giovani, gli imprenditori». Il sindaco Alessandro Cannatà si è detto «entusiasta del progetto, che ci vede attivamente partecipi nella sua realizzazione ». Il sindaco ha voluto sottolineare la «grande vittoria che potrebbe rappresentare il parco Urbano per il nostro paese, che di bellezze naturali e paesaggistiche vive, alle quali per tale motivo deve prestare cura e attenzioni significative». Cannatà ha voluto mandare un messaggio di speranza ed impegno, dicendo che «Cittanova è un popolo che sogna e che cerca di lavorare sodo per concretizzare i propri sogni». Giuseppe Napoli ha parlato delle possibilità che l’istituzione di una fondazione a salvaguardia della villa comunale può dare, poiché, «attraverso l’istituto della fondazione, l’iniziativa privata ha la possibilità di destinare in maniera permanente un patrimonio al conseguimento di uno scopo predefinito», ma soprattutto, tra «le tante evoluzioni applicative di questo istituto, di particolare importanza ed interesse risulta la fondazione di partecipazione che consente di annoverare tra i soci fondatori anche gli enti di diritto pubblico come i comuni e le provincie e prevede la possibilità di assicurare ai soci di partecipare all’amministrazione dei contributi versati». L’intervento dell’architetto Aldo Multari ha avuto un indirizzo più tecnico. Ha elencato la legislazione che permetterebbe alla villa di rientrare come area protetta, «grazie alla quale potrebbe usufruire di un programma di fondi e finanziamenti che potrebbero essere investiti per fare interventi strutturali, dal punto di vista paesaggistico, ma si presterebbero anche ad un investimento in manifestazioni dal forte richiamo turistico». Di particolare interesse culturale la relazione dello storico Arturo Zito De Leonardis, su Carlo Ruggiero, da lui definito un «raro esempio di affetto e dedizione verso il nostro paese», che «nel 1880, sindaco di Cittanova, investì 30.000 lire, per la costruzione della villa, affidandone la progettazione ad Enrico Fehr, ingegnere svizzero». Zito ha auspicato «che gli ottimi cittanovesi sapranno serbare eterna gratitudine per tale opera». Lo studioso ha voluto citare le parole dell’ articolo di un giornalista del periodico reggino del tempo, indirizzate a Ruggiero, che recita «e tu, Carlo, segui l’opera iniziata pel bene del tuo paese, spregiando il tarlo della bassa invidia e del livore c’anche in simili atti meritori cerca insinuarsi, perché nella villa hai saputo eternare il tuo nome, e resterà splendido monumento, contro cui non varrà potenza a menomarla la tua gloria. Possa il tuo esempio imitarsi dagli altri». L’architetto Caterina Del Grande ha fornito nozioni storiche sulla villa. Del Grande ha voluto fare partecipi di una curiosità legata al Chiosco situato all’interno della villa, «costruito per “testuale” richiesta fatta al comune dall’artigiano Vincenzo Scarcella, allo scopo di vendere al pubblico rinfreschi, gelati ed affini durante le stagione estiva». L’agronoma Carmela Ventra ha trattato la classificazione delle varietà floreali della villa cittanovese, sottolineando «l’importanza di coniugare la cura per le piante del giardino botanico con una ricerca scientifica continua, poiché gli orti e i giardini sono istituzioni pubbliche o private, accademiche o non, create a sostegno delle attività didattiche e/o di ricerca, con funzioni educative e in qualche caso anche ricreative». Erminia Teti, docente della Media, è intervenuta per parlare del concorso “Energiaingioco”, indetto dall’Enel, a cui la sua classe ha partecipato presentando un’idea di progetto applicato proprio alla villa comunale, basandolo sulla sostituzione delle lampade tradizionali con quelle a basso consumo, integrato ad un’ipotesi di centrale fotovoltaica da collocarsi sulla copertura della mediateca comunale, capace di azzerare i consumi elettrici dell’intera illuminazione del giardino”. Ventra ha accompagnato i ragazzi all’interno della villa per una visita guidata. Cultura e SviluppoDa monumento nazionale a volano economicoMultari ha chiarito che «la villa ha già avuto il riconoscimento di bene naturalistico, artistico-culturale e giardino botanico secondo i dettami del Dlgs n. 42 del 22 gennaio 2004, ma è importante riuscire oggi a far rientrare la Villa Comunale fra i parchi urbani protetti, cosi come previsto da una legge regionale, la n. 10 del 14 luglio 2003, che ha recepito la legge 394 del 1991, legge quadro sulle aree protette, con la quale, è stato ampliato l’elenco delle tipologie di aree da destinare a tutela, e grazie alla quale potremmo riuscire a godere di tale privilegio». Come Multari fa notare, «l’istituzione dell’area protetta avrebbe come risultati fondamentali la possibilità di disporre di fondi per eseguire i lavori necessari e di avere garanzia che gli interventi che verranno realizzati saranno realmente finalizzati alla salvaguardia dello spazio verde». L’istituzione dell’area protetta, attraverso i fondi che la Regione stanzia per la gestione, darà la possibilità di rivolgersi ad idonee figure professionali consentendo – come afferma Multari- di redigere un programma organico e ben ponderato di interventi, dilazionati nel tempo, necessari a salvaguardare le specie floro-faunistiche presenti dando un forte contributo alla tutela della biodiversità urbana». Il progetto che la Fondazione vuole sviluppare, grazie anche a tali fondi regionali, potrà concretizzarsi, come auspica Multari, «con la realizzazione di iniziative che potrebbero ruotare intorno alla villa comunale, come fiere del verde, mostre di progettazione degli spazi verdi, mostre specialistiche sulle piante grasse, sulle orchidee, sui frutti perduti, laboratori sul giardino mediterraneo». Alcune considerazioni Multari le ha fatte sul ritorno economico di tali manifestazioni, quando prefigura gli «importanti benefici alle casse cittadine che queste iniziative, con il loro afflusso di gente, espositori e visitatori, con tutti i meccanismi indotti, porterebbero per la città». Per quanto concerne l’aspetto paesaggistico, «la villa potrebbe inoltre diventare un laboratorio permanente per lo studio degli ecosistemi degli spazi verdi in ambito urbano e del giardino mediterraneo legandola a corsi di formazione nel settore». In conclusione l’architetto aggiunge che «tutto ciò, se realizzato, darebbe la possibilità di concretizzare il principio secondo il quale, dalla rivalutazione delle risorse naturali e culturali locali possono trarsi motivi di sviluppo socio – economico». URBANISTICA PARTECIPATA"Idea progettuale dal basso" per responsabilizzare tuttiA margine della prima uscita pubblica della fondazione Carlo Ruggiero, abbiamo chiesto ad un rappresentante del comitato promotore, l’architetto Arturo Tucci, di spiegare le motivazioni che hanno spinto diversi cittadini ad impegnarsi direttamente per la salvaguardia della loro amata villa comunale. Come Tucci spiega «sempre più frequentemente la pianificazione del territorio e, più in generale, i processi decisionali, si avvalgono di approcci partecipativi che cercano nel coinvolgimento diretto delle comunità una più ampia condivisione delle scelte da operare». Nel caso specifico della Fondazione, «il caso che proponiamo è un’esperienza progettuale promossa dal basso, relativamente ad un intervento che possa portare alla valorizzazione di un Bene Culturale di indicibile valore per la comunità di Cittanova, la Villa Comunale». La Villa comunale, dedicata a Carlo Ruggiero, già sindaco di Cittanova nel 1880, pianificatore lungimirante, è sempre stata il fiore all’occhiello del paese e come Tucci sottolinea «oggi necessita di un piano di recupero e rivalutazione da intendersi come processo organico di interventi, con azioni materiali ed immateriali che la riportino agli antichi splendori». L’obiettivo che il comitato si propone è un «piano-progetto che sia coacervo di opportunità di sviluppo culturale e socio-economico per il nostro territorio, ed auspichiamo che l’esperienza progettuale che proponiamo divenga un esempio operativo circa la soluzione di questioni del tipo: la condivisione delle conoscenze tra esperti e comunità, nonché tra gli esperti stessi, e l’efficacia dell’azione volontaria». Tali processi di proposta e «pianificazione dal basso» - continua l’architetto – «sono realmente efficaci quando l’intera comunità si sente coinvolta nell’arena decisionale credendo fermamente nell’azione intrapresa». Gli attori locali che la Fondazione chiamerà in causa saranno numerosi: la cittadinanza, rappresentanti di comitati e associazioni, istituzioni scolastiche, imprenditori direttamente e indirettamente interessati, ricercatori ed esperti in vari campi delle scienze ambientali poiché «il lavoro dovrà essere sufficientemente suddiviso per competenze in uno scenario socialmente diversificato e molti cittadini, attraverso il Comitato, saranno i protagonisti principali del processo». Gli obiettivi specifici che la fondazione si pone sono, come afferma Tucci «istituire un’area protetta in grado di lanciare l’idea di un progetto di parco urbano preservando l’equilibrio naturale dell’area e nel contempo, innescando attorno ad essa un circuito culturale e un interesse socio-economico; evitare l’incremento dei danni ambientali tutelando il Bene Culturale; migliorare le prospettive, intraprendendo azioni di coinvolgimento della comunità al fine di promuovere una coscienza ambientale, proteggendo l’area come il cuore di un complesso sistema socio ambientale nonché incentivando l’educazione ambientale». Tutti gli articoli a firma di Nuccio Guerino Bovalino (Calabria Ora del 30 maggio 2008 - pag. 33) |
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